Una testimonianza di vita del nostro redattore Ludovico Malorgio, Governatore dell’Area 8 del Distretto Italia.

Quando questo mio pezzo sarà pubblicato si sarà scritto, letto e detto di tutto e di più sulla vita e la carriera di Pippo Baudo, il mito della televisione italiana, che ci ha lasciato per sempre sabato scorso. Un mio intervento, così penso, al di là del valore celebrativo, non aggiungerebbe niente al racconto sul grande personaggio, che personalmente considero non solo il più grande presentatore italiano, ma anche l’inventore del ‘mestiere’ di conduttore-intrattenitore televisivo. Questa premessa mi serve per dire che ho accettato l’invito del nostro Direttore a scrivere qualcosa, perché ritengo di offrire una piccola, e mi auguro interessante, testimonianza personale sul celebre ‘Superpippo’. Nella mia quasi quarantenale attività di capoufficio stampa della Provincia di Lecce ho avuto il piacere e l’onore di “incrociare” Pippo Baudo nel 2002, giunto in città per curare la regia dell’opera lirica ‘Gianni Schicchi’, un’opera comica di Giacomo Puccini, in cartellone alla Stagione Lirica di Lecce, organizzata dall’Amministrazione Provinciale al Teatro di Tradizione Politeama Greco. Come responsabile della comunicazione dell’evento ebbi modo di operare a stretto contatto con Lui per qualche giorno. E fu una piacevolissima scoperta. Sapevo che prima di esordire in televisione con “Settevoci” nel 1966, aveva fatto varie esperienze nello spettacolo, come attore con il Centro Universitario Teatrale dell’Università di Catania, in cui si laureò in giurisprudenza, come ottimo pianista di una storica orchestra locale, ma non conoscevo la sua sconfinata passione per la musica classica e la lirica, che ebbe modo di coltivare e arricchire accanto alla moglie Katia Ricciarelli. Scoprii una persona di profonda cultura, un gran signore, per nulla divo, amato dalla gente anche per questo. Elegante nei rapporti interpersonali, si relazionava con estrema spontaneità, sapeva di tutto e incuriosiva tanto quando raccontava, con garbo e rispetto, alcune esperienze di vita nel modo dello spettacolo. Il giorno della conferenza stampa di presentazione dell’Opera di cui era regista, tenne un affascinante intervento sulla “Gianni Schicchi” e sul suo autore Giacomo Puccini, che considerava un grande innovatore delle forme musicali della sua epoca. Pippo aveva già scoperto e lanciato nel mondo dello spettacolo giovani artisti poi divenuti delle ‘star’, Lorella Cuccarini, Giorgia, Eros Ramazzotti, Andrea Bocelli, Fiorello, Laura Pausini, l’elenco è lunghissimo, egli stesso era uno showman famoso e apprezzato da tutti. Aveva una grande personalità, ma non ostentava la sua immensa popolarità, colpiva la sua modestia. In giro per Lecce, manifestò grande interesse per gioielli d’arte barocca della ‘Firenze del Sud’, mostrando anche una solida cultura artistica. In tutte le occasioni d’incontro evitai di parlare del suo lavoro, delle sue straordinarie esperienze televisive, che pure mi incuriosivano molto. Sono convinto che apprezzò il mio sforzo di non essere invadente. Ho conservato una foto scattata la sera della ‘prima’ dell’Opera. La custodisco gelosamente, direi quasi con l’affetto, che si deve alle persone care, onorato di avere accanto un ‘mito’, che la morte e il tempo non cancelleranno mai. (l.m.)




