E’ UN NUOVO RUOLO DEL CALCIO MODERNO?


di Ludovico Malorgio – Redazione Nazionale Panathlon Lecce
Nell’allegato settimanale di un noto quotidiano sportivo mi è capitato di leggere il termine “facilitatore di gioco” riferito a Luka Modric, il campione croato acquistato dal Milan a 40 anni suonati. Nello stesso articolo si sprecano elogi che definirei impressionanti, come: “ Modric campione eterno, uno dei quattro cinque, che hanno segnato l’ultimo ventennio”, “ Modric sacro custode di geometrie definitive, che regolano le trame delle partite”, “Modric riassunto vivente di sapienza calcistica” ed altre espressioni che farebbero rabbrividire Pelé, Maradona ed i loro estimatori. Ma quella che mi ha particolarmente toccato è: Modric il più fenomenale “facilitatore di gioco” del football di questi anni. Non entro nel merito delle queste straordinarie espressioni sulle qualità del campione croato, mi soffermo, invece, sul termine “facilitatore di gioco”. Appena l’ho letto, ho pensato: vuoi vedere che è nato un nuovo ruolo nel calcio moderno? Ho ancora il sospetto che questo termine possa entrare nel gergo calcistico. Per fare qualche esempio, è accaduto con “tuttocampista” e con “sottopunta” tanto in voga di questi tempi. Potrebbe accadere anche per “facilitatore di gioco”? Mah! Vero è che il calcio si evolve, e questo comporta un aggiornamento di termini, come per i casi citati, in cui, c’è però un riferimento preciso ai ruoli di attacco e centrocampo. “Facilitatore di gioco”, invece, è un termine generico che dovrebbe riferirsi ad un giocatore bravo come rifinitore dell’azione d’attacco, al fantasista in grado di inventare gioco in mezzo al campo o ad un elemento che opera in fase difensiva a maggior supporto dei compagni del reparto. Vedremo se succederà! Di certo il termine può prestarsi a diverse interpretazioni e questo potrebbe frenarne un uso specifico. Sia chiaro che non è escluso che presto leggeremo che il ruolo di un tal calciatore è “facilitatore di gioco”, riferito più alla sua funzione che alla posizione in campo, cioè al ruolo. A tal proposito vale la pena di ricordare che una volta le definizioni dei ruoli venivano quasi sempre riferite ai reparti in cui operavano i calciatori. Il ‘becco’ indicava il difensore piuttosto forte, tecnicamente rozzo, che giocava davanti al portiere. I due ‘becchi’ sono diventati i ‘terzini’, così chiamati perché operavano sulla terza linea nell’antico modulo detto ‘a piramide’ capovolta (1-2-3-5) in cui la prima linea era composta da 5 ‘attaccanti’, la seconda da 3 mediani, la terza da due difensori. Col passare del tempo c’è stato un aggiornamento dei ruoli in rapporto alle funzioni dei giocatori, non soltanto rispetto alla loro posizione in campo. E’ nato così il terzino fluidificante, il battitore libero, poi soltanto libero, il mediano incontrista, il mediano di spinta, la mezzala di raccordo, il regista, l’ala tornante, il centravanti di manovra, il centravanti di sfondamento. In genere erano le caratteristiche tecniche dei singoli, insieme con le esigenze tecniche, a suggerirne l’impiego agli allenatori. L’abilità a contribuire alla manovra d’attacco, a scorrere sulla fascia, oltre che a svolgere compiti di copertura, erano le doti richieste al terzino fluidificante, che ha avuto in Italia ha avuto i migliori interpreti in Giacinto Facchetti (Inter), Antonio Cabrini (Juventus), Antonio Benarrivo (Parma) e il grande Paolo Maldini. La grinta e buone qualità atletiche venivano richieste ai mediani incontristi come Bedin o Furino. Le loro principali doti erano l’abilità nel contrasto, nel recupero palla e nell’innescare le ripartenze. Il mediano di spinta era un centrocampista con buone qualità tecniche, elemento importante nella fase di transizione, ovvero nel passaggio dalla fase difensiva a quella offensiva. L’ala tornante agiva sulle fasce con compiti offensivi e di supporto al centrocampo. Richiedeva importanti qualità atletiche, resistenza e velocità; veniva considerata un equilibratore del gioco di squadra. Tra i grandi interpreti di questo ruolo Domenghini, Donadoni e Di Livio. Il centravanti di manovra era un attaccante centrale, che non si limitava ad attaccare, ma partecipava alla costruzione del gioco, aprendo spazi ai compagni e creando occasioni per il loto inserimento in attacco. Storici nel ruolo sono stati il magiaro Hidegkuti, Sergio Campana e i più attuali Baggio e Benzema. Il centravanti di sfondamento, come dice il nome, era un attaccante molto prestante, potente in grado di esprimere una grande forza d’urto, specie nell’uno contro uno: Boninsegna, Bobo Vieri, quelli di ieri, Lukaku il più attuale. Per concludere, tornando al ‘facilitatore di gioco’, possiamo pensare che si sia trattato di una fantasiosa e un po’ bizzarra espressione coniata da un collega per esaltare le qualità di un campione come Modric e che non ritroveremo più nelle cronache di una partita per indicare il ruolo di un calciatore. Poi nel calcio può accadere di tutto.




