
Il Tennis di Alberto Capilupi – Redazione Nazionaale Panathlon Verona G.Brera UniVr
Lo spagnolo Carlos Alcaraz batte meritatamente Jannik Sinner nella finale del singolare maschile degli US Open e diventa anche il n. 1 del mondo nella graduatoria ATP.
L’incoronamento non ha sorpreso più di tanto, perché dobbiamo ammettere che ce lo aspettavamo, anche se Jannik si era affermato a Wiimbledon, da sempre considerato il torneo più prestigioso.
Ma il tennis dell’italiano, basato sul ritmo abbinato al massimo rischio da fondo campo e quindi sull’inevitabile accettazione di vari errori, si inceppa quando manca la prima palla di servizio, perché alimenta il pericolo del break. Lo si è notato nella semifinale con il canadese Auger Aliassime, vinta in affanno da Jannik; e lo è rivisto nella finale con lo spagnolo.
Il gioco di Sinner funziona inesorabilmente se si esprime da fondo campo, sostenuto dal servizio. Ma rimane avventuroso e poco redditizio nel rapporto con la rete (specialmente con il diritto).
Al contrario Alcaraz ha dimostrato ancora una volta di essere assolutamente completo da tutti punti di vista: sia atleticamente, sia nei colpi, sia nel gioco.
Sinner può continuare a competere con lui, ma con la speranza di essere in giornata di grazia e rimanendo quasi sempre in attacco a fondo campo, evitando di cacciare troppi diritti in rete e migliorando la sicurezza nella prima palla di servizio. Destinati al fallimento, nel bilancio, i suoi attacchi in avanzamento e le palle corte: tattiche da considerare a livello di sperimentazioni, utili solo come variazioni, un po’ come lo erano per Borg e per Lendl.
La finale è iniziata malissimo per Sinner, che è stato breccato al primo gioco dopo essere andato in vantaggio per 30-0. Le difficoltà a mettere in campo la prima palla e numerosi errori di precisione gli sono stati fatali.
Nel quarto gioco è riuscito a rimontare da un altro 0-30, ma nel settimo non ce l’ha fatta ad annullare la seconda palla-break del game, sbagliando una volee piuttosto facile: 5-2 e infine 6-2 per Alcaraz, dominatore incontrastato.
Nel secondo set Sinner si è improvvisamente risvegliato dopo aver rischiato di perdere il servizio nel primo gioco. Alcaraz ha avuto un calo di concentrazione, che gli è costato il break nel quarto gioco e l’intero set: l’unico che ha perso nel torneo.
Ci si era illusi che Jannik fosse davvero entrato in partita, ma lo 0-30 nel secondo gioco del terzo set, seguito da una nuova palla-break e da un erroraccio di diritto hanno riproposto la situazione del set iniziale. Dopo un catastrofico quarto game (0- 40 e 3 palle-break), Sinner ha rischiato l’umiliazione del 6-0, accontentandosi di evitarlo.
L’incapacità di mettere in campo la prima palla e addirittura vari doppi falli hanno infine compromesso anche il quarto set, in cui Sinner ha ceduto il servizio nel quarto game.
Probabilmente Jannik avrebbe perso da Alcaraz anche se avesse giocato abbastanza bene. Ma purtroppo ha perso giocando molto male, mentre lo spagnolo lo ha completamente dominato.
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Per l’Italia non deve essere comunque una giornata di lutto nazionale, perché Sinner rimane per ora l’unica alternativa ad Alcaraz.
Per come è andata la partita con Auger Aliassime, si ha tuttavia l’impressione che altri giocatori siano intenzionati ad avvicinarsi ai primi posti. Jannik, nella semifinale contro il canadese, dopo aver vinto nettamente il primo set (per 6-1), ha ceduto il secondo (per 6-3), riuscendo poi ad imporsi anche nel terzo e nel quarto (per 6-3 e 6-4), ma con molti rischi perché l’avversario aveva continuato ad essere irresistibile con il servizio e con il diritto. Si è imposto quindi Sinner in quattro set, ma senza convincere.
Nell’altra semifinale Alcaraz ha battuto il mitico Djokovic in tre set. Nel primo è stato sufficiente un break al secondo game, mentre nel secondo ha dovuto ricorrere al tie-break (vinto per 7-4), dopo aver strappato il servizio nel secondo game al serbo, che però si è riportato in parità nel quinto, giocando allo stesso livello dello spagnolo: impresa incredibile alla sua età.
Nel terzo set Djokovic è però crollato con due doppi falli, comprensibilmente svuotato di energie.
Infine nel singolare femminile la bielorussa Sabalenka, diversamente da Sinner, ha saputo difendere la propria posizione di numero uno al mondo.
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