Sinner, Alcaraz, Djokovic e Auger Aliassime sono i quattro semifinalisti del singolare maschile degli US Open 2025





Il Tennis di Alberto Capilupi – Redazione Nazionale Panathlon Verona G.Brera UniVr
Sinner e Alcaraz, teste di serie numero 1 e 2, confermano di essere anche i primi due del mondo, in compagnia dell’inossidabile trentottenne Djokovic (testa di serie n.7), fino ad ora il più grande tennista di tutti i tempi in base ai risultati conseguiti (probabilmente ineguagliabili). Auger Aliassime, testa di serie n. 25, è invece la sorpresa del torneo, perché è riuscito ad eliminare niente meno che Zverev (n.3) al terzo turno, Rublev (n. 15) agli ottavi e de Minaur ai quarti. In semifinale non c’è invece l’americano Fritz (n. 4), che ha perso da Djokovic ai quarti; e non ci sono neanche i connazionali Draper (n. 5, ritiratosi al secondo turno per infortunio), Shelton (n.6, sconfitto a tavolino al terzo turno) e Tiafoe (n.17, che ha perso da Struff al terzo turno): un disastro per gli Stati Uniti, surclassati dall’Italia, che è arrivata ai quarti con Sinner e Musetti (n.10, eliminato proprio dal connazionale). E non ci sono neppure la promessa Rune (n.11, che ha perso da Struff al secondo turno) e l’ascendente Cobolli (n. 24, ritiratosi nel confronto con Musetti al terzo turno).
Sinner non dovrebbe avere seri problemi con Auger Aliassime, così come Alcaraz con Djokovic, per cui la probabile finale vedrà in campo proprio i primi due del pianeta.
I quattro semifinalisti esprimono però un tennis completamente diverso tra loro.
Sinner, Alcaraz e Djokovic non hanno alcun problema di emotività e di determinazione: mentalmente sono dei vincitori, anche quando perdono. Auger Aliassime è invece meno sicuro di se stesso.
Il modello assoluto della razionalità abbinata alla precisione, privilegiando il controllo del rischio, è quello di Djokovic, che non ha mai cercato di esprimere colpi alla massima potenza: proprio questo è probabilmente il vero segreto della sua sbalorditiva longevità.
Alcaraz, perfetto atleticamente e nella destrezza in tutti i colpi, è molto più potente di Djokovic, ma si espone spesso ad un rischio di errori inevitabilmente maggiore.
Sinner invece, estremamente determinato a mantenere il comando del gioco da fondo campo sia con un perfetto anticipo (senza ricorrere a inutili sprechi di energia per aumentare la potenza), sia con la profondità dei colpi, sia con la ricerca quasi continua e spesso millimetrica degli spazi liberi, accetta ovviamente il rischio di commettere errori di precisione: un gioco – il suo – irresistibile e redditizio solo se si è in grado di mantenere un bilancio positivo nel punteggio. In altre parole: si può giocando così solo se si è il migliore del mondo.
Auger Aliassime, indubbiamente dotato di un gioco di ottima qualità, non sembra essere paragonabile agli altri tre magnifici semifinalisti. Ma nel tennis le previsioni talvolta vengono smentite dai fatti perché qualsiasi giocatore può trovarsi in giornata di grazia (anche se questo si registra raramente negli slam, che si disputano in ben tre set su cinque).
Può essere interessante ripercorre a grandi linee il cammino di Sinner in questa edizione degli US Open.
Nel primo turno era scontato il risultato con Kopriva, annichilito con un sonoro 6-1, 6-1, 6-2.
Nel secondo turno si è registrato quasi un bis del primo, con Popyrin battuto inaspettatamente con un secco 6-3, 6-2, 6-2. Ma è bastato il break al secondo gioco per compromettere il primo set. Nel secondo parziale Sinner ha strappato il servizio nel terzo e nel settimo gioco, ma nel quinto ha dovuto lottare per annullare ben 3 palle di contro-break. Nel terzo set, infine, due break (al terzo e al settimo game) hanno deciso il risultato.
Nel terzo turno Shapolapov (n. 27) è stato l’unico che sia riuscito finora a portare a casa un set in questo torneo a Sinner, che si è imposto per 5-7, 6-4, 6-3, 6-3, cedendo il primo parziale, in cui, dopo aver perso la battuta nel quarto gioco, ha restituito lo sgarbo nel nono, ma si è fatto strappare nuovamente il servizio nel disastroso e decisivo dodicesimo game. Nel secondo set Jannik si è ripreso: e gli è bastato il break nel settimo per vincere il parziale. Il terzo set è iniziato male per Sinner, breccato nel secondo gioco, prima del contro-break nel quinto. Disastrosa, questa volta, la conclusione del set per Shapovalov, che si è “suicidato” con una serie di doppi falli nel settimo gioco, facendosi breccare nuovamente nel nono. Da notare che in questo set Sinner ha rimontato da 0-3 a 6-3! Nel quarto parziale l’avversario si è nuovamente ripreso, ma gli è stato fatale il break subìto nel secondo gioco.
Negli ottavi Sinner, in serata marziana, ha stradominato con un impietoso triplo 6-1 il temibile Bublik, che ha giocato continuando a ridere di se stesso per manifesta inferiorità.
Infine nei quarti Sinner ha liquidato il connazionale Musetti per 6-1, 6-4, 6-2. Il primo set non ha avuto storia perché Musetti è stato schiacciato non solo da Sinner ma anche da una sorta di paura paralizzante di fare una figuraccia. Una piccola reazione gli è stata poi utile per impedire il cappotto umiliante dello 0-6. Nel secondo parziale si è liberato dell’ansia, ma nel nono game ha subìto un break decisivo. Nel quarto gioco si è intravvisto finalmente il vero Musetti, che dopo aver ceduto il servizio nel primo gioco, ha rischiato di fare altrettanto ben quattro volte, bloccato però da Sinner. Copione quasi identico nel sesto gioco (2 palle-break non trasformate dal carrarese). Insomma si può anche perdere, ma giocando bene. Infine il break fatale nel settimo gioco.
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