
POI “SALUMOTERAPIA” CON BONIMBA
Dal Teatro Regio di Parma all’”Hostaria da Ivan”



Tutti i salumi finiscono in gloria con la benedizione vescovile in nerazzurro e la presenza di firme storiche del giornalismo, da Gigi Garanzini a Pier Bergonzi, da Roberto Beccantini a Fabio Monti, da Antonio Dipollina a Claudio Rinaldi, regista di giornata – Anche il Panathlon rappresentato con i club di Mantova e Verona.
Storie di sport, storie di vita. Al via al teatro Regio la 47esima edizione del Premio internazionale Sport Civiltà. Il presidente dei Veterani dello Sport di Parma Andrea Barella ha presentato la 47esima edizione del Premio che, come ogni anno, ha portato tanti campioni (di sport e di vita) sul palco del Teatro Regio. Tra i premiati l’indimenticabile Eraldo Pecci, ironico opinionista di un calcio che ha vissuto tempi migliori (i suoi, quando giocava da regista “alla Schiaffino” a Bologna, Torino, Firenze e Napoli), l’ormai leggendario Julio Velasco, il direttore di “Sportweek” Pier Bergonzi (sempre a “chilometro zero…”), poi Valentina Greggio, Martina Caironi e il Parmaclima Baseball. Presenza autorevole anche quella di Gigi Garanzini, firma nobile della letteratura sportiva, premiato al Regio nel 2022. Inoltre, per la prima volta, è stato istituito il Premio alla Memoria consegnato a Gianfelice Facchetti per ricordare l’indimenticato padre Giacinto, straordinario esempio di classe e umiltà.

Evento di qualità al Teatro Regio, com’è di prammatica, ma epilogo di caratura altrettanto preziosa in un campo che a Parma è ben radicato nella cultura del territorio: quello dell’”arte salumiera”. Basta il nome: Ivan Albertelli dell’omonima Hostaria di Fontanelle di Roccabianca. Di tutto e di più all’insegna di una fantasiosa “salumoterapia” certificata anche dal New York Times a base di culatello, gran culaccia, strolghino, salame, coppa e pancetta dai sapori vibranti. Accanto a Garanzini e a Pecci, reduci dal Teatro Regio, ecco la presenza di grandi firme del giornalismo, da Roberto Beccantini a Fabio Monti, da Antonio Dipollina al (quasi) padrone di casa Claudio Rinaldi, direttore della “Gazzetta di Parma” che ha riservato a Ivan e Barbara Albertelli una sorpresa: quel Roberto Boninsegna che nel lontano 1980, chiudendo gioiosamente la carriera nel Viadana, ha usurpato il posto di centravanti al legittimo (fino a quel momento) titolare, Ivan Albertelli in persona. “Ma anch’io -ironizza Ivan- ho fatto la mia bella figura, guarda qua!” (ed esibisce sottraendolo da chissà dove con mossa da prestidigitatore, uno sgualcitissimo ma ancora leggibile articolo di giornale che lo qualifica come “il migliore in campo”). “Bonimba” più Pecci per ricordare con la giusta gradevolissima ironia le cadenze di un calcio a sua volta degno del Teatro Regio: può bastare? Certo che no. Perché a confezionare un coup de theatre supplementare (il Regio non c’entra) ha provveduto monsignor Enrico Solmi, vescovo di Parma e tifoso dichiarato dell’Inter, fiondatosi in “Gazzetta” per un abbraccio nerazzurro con “Bonimba”, amico e sodale d’antica data. Brindisi trionfale con il barolo da antologia di Gigi Garanzini. In alto i calici ma anche i cuori. Il Panathlon era rappresentato da Luciano Pedrazzoli (Mantova Nuvolari e Guerra) e Adalberto Scemma (Gianni Brera-Università di Verona)




