
Il “Premio Fair Play” intitolato a Brera diventa un volano di energie creative
Grande successo per l’iniziativa creata dal Panathlon Gianni Brera-Università di Verona in collaborazione con i Comuni di San Zenone al Po e Santa Cristina e Bissone- Una giuria prestigiosa presieduta dall’ex-arbitro internazionale Paolo Casarin- Emozione all’ Auditorium per la pièce teatrale ispirata a Manlio Scopigno, cui è andato il premio speciale alla memoria-

Lo scrittore Massimiliano Castellani, l’ostacolista e allenatrice Carla Barbarino e il capitano dell’Hellas Verona dello scudetto Roberto Tricella hanno ricevuto sul palco del nuovissimo Auditorium di Santa Cristina e Bissone (Pavia), l’ambitissimo “Premio Fair Play Gianni Brera 2025”, istituito dal Panathlon dell’Università di Verona in collaborazione con i Comuni di San Zenone al Po (il paese natale di Gianni Brera) e di Santa Cristina. Il riconoscimento, che ha una cadenza annuale, ha premiato personaggi della letteratura sportiva, dell’atletica leggera e del calcio che abbiano svolto un’attività significativa nel rispetto dell’etica breriana. La cerimonia è stata preceduta da una pièce teatrale (“Un filosofo in panca”) recitata da Alessandro Pilloni su testi di Giulio Giusti e ispirata a Manlio Scopigno cui è stato assegnato il “Premio Fair Play Gianni Brera” alla memoria, ritirato dal nipote Matteo. La scelta dei premiati è stata operata da una giuria di prestigio presieduta dall’ex-arbitro internazionale Paolo Casarin e composta da Alberto Brambilla, Francesca Brera, Saturno Brioschi, Lorenzo Fabiano, Giulio Giusti, Massimo Lanza, Carlo Pizzigoni, Claudio Rinaldi, Adalberto Scemma, Giovanni Tosco e Roberto Venini.
Queste le motivazioni:

Massimiliano Castellani:
Inviato speciale di “Avvenire” e autore di libri attenti all’aspetto sociale, Massimiliano Castellani ha raccontato lo sport privilegiando l’etica dei personaggi e utilizzando una duplice chiave narrativa: la freschezza del linguaggio e il rigore della ricerca storica. Il primo dicembre prossimo gli verrà attribuito a Roma il Premio Coni-Ussi per la sezione Costume e Inchiesta.

Carla Barbarino:
Atleta azzurra per molte stagioni, specialista dei 400 ostacoli, Carla Barbarino ha in bacheca quattro titoli italiani, un argento e un bronzo agli Europei e un oro ai Giochi del Mediterraneo. Il Premio Fair Play Gianni Brera le è stato attribuito per la sua attività meritoria non solo come allenatrice di vertice ma anche come animatrice e come punto di riferimento dell’atletica giovanile.

Roberto Tricella:
Capitano dell’Hellas Verona vincitore di uno storico scudetto, Roberto Tricella ha saputo coniugare in carriera fair play, impegno e sapienza tattica agendo da fulcro di una squadra irripetibile costruita con umiltà e con capacità visionaria da un personaggio unico nella storia del calcio: Osvaldo Bagnoli. Al suo fianco, come sempre, Domenico Volpati.

Manlio Scopigno alla memoria:
Il Cagliari dello scudetto ha avuto in Gigi Riva uno straordinario, leggendario trascinatore ma la presenza in panchina di un tecnico come Manlio Scopigno, attento a gestire in equilibrio i valori tecnici e umani di una squadra che era l’emblema di una Regione intera, ha garantito al Cagliari la classica marcia in più. Nel tempo la figura del “filosofo” si è consolidata sino a divenire indelebile come dimostra la pièce teatrale che gli è stata dedicata dall’attore Alessandro Pilloni per i testi di Giulio Giusti.
*

**Nessuno più di Gianni Brera, tra gli scrittori di sport, ha meritato da parte della critica letteraria l’attenzione che si deve ai cosiddetti classici del Novecento. Dopo di lui nessuna sollecitazione giornalistica ha più sortito un impatto altrettanto violento. Impossibile andare oltre la frenesia di quel linguaggio così privo di briglie, con immagini che appartengono a una dimensione espressiva paradossalmente aliena. Di qui la percezione che proprio il “brerismo”, incautamente definito una lingua morta, abbia finito di converso per uccidere il giornalismo sportivo nella sua doppia valenza: la qualità letteraria, e in parallelo, l’approfondimento di carattere tecnico.
Après Brera, le déluge? Domanda pleonastica, con risposta incorporata. Un maestro così furiosamente al di là di ogni possibile consuetudine, non può aver lasciato allievi. Ha lasciato però, immutabile nel tempo, una straordinaria lezione di carattere etico: gli approfondimenti di carattere culturale, il rispetto dei valori, l’assoluta libertà critica. Tutte cose sintetizzabili con un inglesismo, il fair play, che è alla base della cultura del Panathlon, da Brera sempre apprezzato e onorato con presenze di routine alle conviviali. Ecco dunque l’iniziativa del Panathlon Gianni Brera-Università di Verona, in collaborazione con i Comune di San Zenone al Po e di Santa Cristina e Bissone di attribuire al premio intitolato a Brera una connotazione speciale in grado di garantirgli una continuità che vada oltre un aspetto giornalistico-letterario ormai codificato ma che diventi soprattutto un volano di energie creative “a tutto campo”.




