L’evento, a cura del Panathlon International faceva parte della “relazionexpo 2025“


di Alberto Capilupi – Redazione Nazionale Panathlon Gianni Brera Università di Verona
COMMENTO: Una serie estremamente dispersiva di eventi, pur sostenuta da un altissimo numero di sponsor (circa un centinaio), ma con scarsa partecipazione di pubblico.
Nel caso dell’evento a cura del Panathon International il pubblico è stato addirittura scarsissimo a causa di comunicazioni ai Club inadeguate. Inoltre mancano le relazioni, con la sola eccezione di quella di Alessandra Rutili, riportata in questo articolo.

RELAZIONE di ALESSANDRA RUTILI
Alessandra Rutili, laurea magistrale in Lettere, laurea magistrale in editoria e giornalismo. Docente di lettere e latino, giornalista, scrittrice, Past President Panathlon Club Verona 1954:
Relazioni, contatti, discussioni e riflessioni. Sono questi gli ingredienti che hanno caratterizzato Relazioniexpo a Verona. Dal 23 al 26 ottobre un programma ricco di eventi, convegni e mostre per mettere in contatto sapere, conoscenza e aziende. Al Panathlon International l’onere e l’onore di presiedere la giornata conclusiva dedicata allo Sport, ai giovani e alle Olimpiadi, che hanno visto la città scaligera ospitare la cerimonia di chiusura della XXV edizione.
Presenti il direttore della fondazione Relazionesimo ETS Giuseppe Costaman, il Presidente del Coni Veneto, Dino Ponchio e quello del Panathlon International Giorgio Chinellato, che si sono detti entusiasti di poter dar vita ad una collaborazione che vede la persona al centro del dibattito pubblico. Spazio poi al vulcanico e poliedrico Prof. Franco Ascani, presidente di FICTS del Festival “Sport Movies & Tv” che ha incantato il pubblico con i video provenienti da tutto il mondo realizzati da giovani studenti ed atleti. Un modo per comunicare attraverso le immagini l’importanza del gesto sportivo, delle Olimpiadi e dei valori olimpici. A spiegare l’evoluzione della comunicazione nel corso degli anni ci ha pensato il giornalista Alberto Bortolotti, Vice Presidente del Panathlon Bologna, che ha sottolineato come il rapporto tra atleti e stampa si sia andato progressivamente allentando in favore di una comunicazione veloce, poco approfondita e più attenta ai likes che alla sostanza del messaggio.
Il mio intervento, nella duplice veste di giornalista e docente ha invece riguardato i giovani di oggi e i valori olimpici. Ho posto l’accento sul significato delle singole parole che rappresentano le Olimpiadi: rispetto, eccellenza, amicizia, lealtà, solidarietà e pace sottolineando come, nella società odierna, sia sempre più difficile far capire ai ragazzi quanto la vittoria olimpica, apice del successo sportivo, sia invece il frutto di impegno, sacrificio e costanza. I ragazzi, spesso imprigionati da modelli performanti e “perfetti” faticano a capire che solo con la dedizione e la passione, oltre che con scelte e rinunce, si possono ottenere risultati. A noi educatori, agenzie di formazione e adulti, spetta il compito di testimoniare con l’esempio ed entusiasmo che lo sport è una scuola di vita, dalla quale apprendere competenze che rimarranno per sempre.

A sostenere l’importanza del ruolo degli allenatori e dei genitori anche Antonella Salemi, docente di scienze motorie e mental coach, oltre che consigliera del Panathlon Club Verona. La professoressa ha spiegato quanto spesso i giovani atleti abbiano la paura di fallire, condizionati dalle proiezioni dei genitori. Ragazzi sempre più fragili che devono imparare a credere in sé stessi e ad avere fiducia nelle proprie possibilità. Toccante l’intervento di Elena Carolei, Presidente Hikikomori Italia genitori ETS, che ha posto l’attenzione sul preoccupante fenomeno che vede coinvolte migliaia di famiglie italiane. Sono sempre di più infatti le ragazze ed i ragazzi che vivono in una condizione di estremo isolamento sociale, rifugiandosi nella propria stanza senza uscirne per lunghi periodi. Una tematica sulla quale riflettere perché pone l’accento, oltre che sulle fragilità adolescenziali, su un modello sportivo-educativo che premia solo il vincente. Ed era proprio rivolto ai tanti giovani che faticano a trovare la propria strada o che inciampano durante il proprio viaggio l’intervento di Riccardo Bonadeo, presidente della Fondazione One Ocean, che insieme a Marta De Manicor, Panathlon Club di Mestre, ha presentato la Charta Smeralda, un codice etico per condividere principi ed azioni di tutela dei mari. One Ocean da anni lavora per ripulire i mari e gli oceani, coinvolgendo migliaia di giovani. Un mare di opportunità per chi prova a mettersi in gioco, allenando il lavoro in team, le relazioni, l’empatia. Un pomeriggio interessante che ha messo in relazione organizzazioni diverse, associazioni composte da donne e uomini che hanno obbiettivi comuni. Una giornata ricca di stimoli che sottolinea la necessità di fare rete, perché oggi più che mai, come diceva il poeta inglese John Donne “Nessun uomo è un’ isola”.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL PANATHLON INTERNATIONAL
Giorgio Chinellato, presidente di Panathlon internazionale, è intervenuto a RelazionExpo 2025 a Verona, partecipando al panel “Palcoscenico di relazioni: l’Arte, lo Spettacolo e la Comunità” durante l’ultima giornata dedicata a cultura e sport. Il suo intervento ha messo in risalto il ruolo dei talenti come motore educativo e inclusivo.
Sport Movies & Tv:




