Chi sarà la stella più fulgida?


Il Tennis di Alberto Capilupi – Redazione Nazionale Panathlon G.Brera UniVr
E’ piuttosto banale dire che Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, rispettivamente n.1 e n.2 del mondo, sono i probabili finalisti delle ATP Finals 2025. Ma, indipendentemente da come si concluderà questo interessantissimo torneo, è opportuno ricordare che la sua formula a due gironi è piuttosto anomala perché – non essendo ad eliminazione diretta come invece sono tutti gli altri non a squadre – può trionfare un giocatore che precedentemente ha perso un incontro nella fase a gironi. E’ però un torneo che è seguito con il massimo interesse in tutto il mondo, perchè è riservato ai primi 8 classificati nella graduatoria ATP. Un’altra stranezza è che alla vigilia dell’inizio non si sappia ancora se ci saranno ben tre giocatori.
Senza dubbio l’italiano e lo spagnolo hanno già dimostrato di essere i dominatori assoluti del circuito, anche se ogni tanto – umanamente – perdono qualche partita a causa di acciacchi, infortuni o svuotamento di energie.
Chi non conosce Sinner e Alcaraz? Il tennis è l’unico spettacolo televisivo in cui il singolo protagonista viene ripreso nei minimi dettagli per ore e ore e con primi piani accuratissimi. Tutti i telespettatori restano in attesa di vedere come reagirà emotivamente il giocatore che dovrà affrontare un punto importante o addirittura decisivo. In particolare si sentono coinvolti i tifosi, che in quei momenti vivono l’esperienza come se fossero sul campo. Il campione diventa così non solo un attore di un film che si sta svolgendo in diretta, ma una sorta di eroe. E così si trasforma inevitabilmente in un mito, con la responsabilità di doverlo gestire, essendo di fatto anche impegnati nella comunicazione (ruolo integrativo delicato, estraneo tuttavia all’evento agonistico, che termina strettamente con la conclusione della competizione). “OI giocatori – ha fatto notare recentemente proprio Jannik -, non abbiamo il compito di cambiare il mondo. Noi dobbiamo semplicemente continuare a colpire una palla cercando di tenerla in campo. Lasciamo a voi il compito di cambiare il mondo”. Nascono in questo contesto i gruppi dei fans, che vanno abitualmente a scandagliare tutto quello che si dice o dichiara il proprio beniamino, aggiungendo commenti di stampo quasi religioso. E succede anche che persone che non sanno assolutamente nulla del tennis sparino giudizi e sentenze, in gran parte a sproposito. Stendiamo (a questo proposito) un velo pietoso sui saccentoni tuttologi, evitando il trabocchetto di partecipare a polemiche estranee allo sport. Amen.
Torniamo a noi. Fino a qualche anno fa il palcoscenico del tennis era monopolizzato dalla terna Federer-Nadal-Djokovic, che oggi è ancora rappresentata dall’inossidabile serbo (il grandissimo tennista che finora ha vinto più di qualsiasi altro), mentre adesso ci sono soltanto loro due: Sinner e Alcaraz. Gli altri, infatti, sono staccatissimi nella classifica.
Sinner e Alcaraz hanno ben poco in comune, a parte il servizio (ottimo e variato). Il primo, assimilabile fino a poco fa ad una inesorabile macchina da guerra in perenne attacco da fondo campo, sta perfezionando altre soluzioni molto efficaci, quali la palla corta improvvisa e la discesa a rete con facile volèe conclusiva. Si è infatti reso conto che giocare senza margini è troppo rischioso nel bilancio dei punti (come giustamente insegna Djokovic). Il secondo, pur completo in tutti i colpi, atleticamente e nella destrezza, non dà invece l’impressione di aver studiato alternative al proprio gioco, che sembra splendido e spettacolare, ma identico da un po’ di tempo, probabilmente perché ha ormai raggiunto la perfezione. Entrambi, comunque, ogni tanto entrano in crisi con dei passaggi a vuoto, perché non sono dei robot. Mentre però Sinner riesce quasi sempre a correggersi, Alcaraz ha maggiori difficoltà a trovare il modo di evitare errori banali quando è in crisi. La differenza fra i due è probabilmente cerebrale: Sinner cerca sempre di trovare soluzioni, mentre Alcaraz tende a disperarsi quando la coordinazione comincia a tradirlo.
Nel proprio girone Sinner troverà Zverev, che – in condizioni comatose per acido lattico non smaltito – ha appena strapazzato: ma quella era la controfigura di se stesso. Il vero Zverez (che non per niente è n.3) è capace di qualsiasi impresa se non è stanco, perché ha un servizio micidiale, un rovescio precisissimo, un diritto abbastanza affidabile e un controllo quasi completo della rete.
Jannik troverà anche Shelton, svelto come un felino e sempre deciso a finire il punto in pochi scambi: un gioco che però – sulla carta – non lo impensierisce minimamente.
Infine ci sarà Musetti oppure Auger Aliassime.
Lorenzo non è in grado di batterlo, mentre invece il canadese potrebbe infastidirlo, come si è appena visto a Parigi Bercy.
Nell’altro girone Alcaraz dovrà vedersela sicuramente con Fritz e de Minaur (rispettivamente numeri 6 e 7 del ranking). Non è invece certa la partecipazione di Djokovic (n.4), che si riserva di decidere nei prossimi giorni. Infine l’ultimo posto potrebbe essere occupato da Musetti.
Alcaraz, giocando al meglio, non dovrebbe avere difficoltà a conquistare la finale, acquisendo così la certezza di riconquistare il primo posto della graduatoria ATP alla fine del 2025.
Poi ci sarà la Davis.
Ma Sinner questa volta non ci sarà, perché ha scelto di riposare in vista degli Australian Open 2026 di gennaio.




