In un libro le storie di Brera, Mura, Minà, Clerici e delle pagine di letteratura sportiva che hanno segnato un’epoca


di Adalberto Scemma – Redazione Nazionale Panathlon G.Brera UniVr
Per una curiosa congiuntura della storia e del giornalismo, ma non per caso, Gianni Brera, Gianni Clerici, Gianni Minà e Gianni Mura si ritrovano a lavorare nello stesso giornale negli anni Ottanta, quando non esistono gli smartphone e le partite si giocano solo la domenica. In una “Repubblica” nata senza sport, portano sulle pagine il loro stile, il loro modo di raccontare i Campioni, i gregari, la vita. E migliaia di lettori.
Questa è la storia, sul filo della nostalgia, di uno che li ha visti da vicino e si è sempre sentito al sicuro all’ombra di alberi giganti. Responsabile delle pagine dello Sport e dell’edizione del lunedì, arrivata solo nel ’94, Giuseppe Smorto ripercorre quegli anni fra aneddoti, liti, dispetti, perfino qualche schiaffo, e la suprema gioia di stare nella redazione più bella del mondo. Con una certezza: lo sport non è solo spettacolo, ma diritto, forma suprema di dialogo e di incontro, lingua universale. E i quattro Gianni continuano a mandare il loro messaggio: da dove, lo scopriremo in questo libro.

Giuseppe Smorto ha fatto sempre il giornalista, anche se sognava una vita da psicanalista. Invece ha vinto una borsa di studio ed è salito sull’astronave “Repubblica”. È stato caporedattore allo Sport, al “Venerdì”, alla cronaca di Torino, poi responsabile e direttore del sito “repubblica.it” e vicedirettore del giornale. Ha scritto vari libri sulla Calabria (dove è nato), è stato co-autore di Semidei, un docufilm sui Bronzi di Riace. Ha firmato due podcast: Dimmi chi era Gianni Brera e Chiamami Mister (insieme ad Aligi Pontani), su un’esperienza di calcio per ragazzi autistici.




