LE VALLI DI FASSA E FIEMME ALLA LORO 53^ EDIZIONE


Di Massimo Rosa (ex Bisonte) Direttore Panathlon Planet
Domattina, 25 gennaio, sul far delle 8 colpo di cannone che darà il via alla 53^ edizione della Marcialonga. Per le migliaia di Bisonti inizierà l’avventura di una indimenticabile giornata, che farà ricordare per sempre quel “C’ero anch’io”. Io ne ho fatte cinque, e se non ne ho fatte di più è perché la pressione sanguigna non era norma alla visita medico-sportiva. Peccato! Da allora la seguo in televisione, dove rivivo l’emozioni di quelle entusiasmanti giornate. Quei 70 chilometri non mancano di darti sensazioni diverse: nei primi 35, cioè da Moena a Moena, passando da Canazei, si corre tra due ali di pubblico, che non manca di regalarti entusiasmo, traducibile in una grande carica energetica; i 10 tra Moena e Predazzo sono di relax, poiché la pista è sempre in leggera discesa. Però, attenzione, ad attendere i concorrenti vi è il cancello da oltrepassare entro un certo limite d’orario, altrimenti chiude i battenti, facendo così terminare la gara ai tanti ritardatari. Dal chilometro 45 in avanti si scia nel silenzio più assoluto, se non il solo fruscio degli sci e dell’aria che fuoriesce dai polmoni. E’ il momento in cui ci s’inizia a chiedere” Ce la farò?”, cioè è quello a rischio psicologico. E lì bisogna esprimere tutta la forza possibile per rimandare al mittente il cattivo pensiero. Ultimo sforzo è la salita delle Strie (Streghe), che con la sua pendenza può dare una botta finale. Se la si supera si vola al rettilineo finale di Cavalese, dove dal primo all’ultimo arrivato sono accomunati sotto il segno della Vittoria.




