C’è interesse per il “Festival del libro e della cultura sportiva”, nato nella città di Virgilio


di Alberto Capilupi . Redazione Nazionale Panathlon G.Brera UniVR
Verso la fine di novembre abbiamo pensato di proporre un’intervista a Tiziana Pikler, nominata “Delegato Provinciale CONI” per Mantova dal Comitato Regionale CONI della Lombardia dopo aver ricoperto per qualche anno il ruolo di “Fiduciario” con il compito di seguire alcuni settori specifici.
Mantova è una provincia lombarda di medie dimensioni, ma essendo confinante con l’Emilia e con il Veneto, è spesso al centro di iniziative, eventi e programmi di grande richiamo.
Di conseguenza i numerosi e pressanti impegni istituzionali accavallati in questo periodo dalla rappresentante locale del CONI giustificano ampiamente il ritardo delle risposte ai quesiti dell’intervista, che tuttavia rimane attuale e molto interessante, soprattutto in relazione al tema del rapporto tra sport e cultura.
Chi ha avuto l’idea di lanciare un “Festival del libro e della cultura sportiva”?
L’idea è nata insieme al presidente del CONI Lombardia Marco Riva. Non a caso la prima iniziativa che ho realizzato a Mantova in veste di Fiduciario è stata la rassegna “A tutto Sport” con il Comune di Mantova nella persona dell’assessora Alessandra Riccadonna, una serie di presentazioni di libri a tematica sportiva, che si sono tenute alla Biblioteca Baratta.
L’iniziativa di questa seconda edizione del Festival è partita da Lei come delegata provinciale CONI di Mantova o dal comitato regionale?
La seconda edizione del Festival, così come la prima, nasce dall’accordo di collaborazione firmato da CONI Lombardia e Provincia di Mantova nel 2023. Fin dal suo esordio l’iniziativa ha ricevuto largo consenso da istituzioni, enti e fondazioni del territorio a cominciare dal Comune di Mantova. Basta leggere chi sono stati i partner della manifestazione. La seconda edizione ha presentato anche un programma di appuntamenti messi a punto da ASST Mantova e ATS Val Padana.
Ha pensato Lei di coinvolgere in questa seconda edizione anche testate giornalistiche di Brescia, Verona eTreviso?
La seconda edizione si è svolta, contemporaneamente, in Lombardia e in Veneto grazie alla collaborazione con il delegato CONI di Verona Stefano Gnesato e il delegato CONI di Treviso Mario Sanson insieme alla sua Fiduciaria, la mia amica Antonella Stelitano. Persone dalle quali c’è solo da imparare. Quindi è stato naturale incrementare la copertura mediatica della manifestazione.
Gli eventi del Festival sono stati pubblicizzati e seguiti anche dalla stampa non mantovana?
Certo. Sia dalla stampa quotidiana sportiva, da Tuttosport al Corriere dello Sport, sia da testate del calibro di Prima Comunicazione.
La concentrazione di tanti eventi in 3-4 giorni ha comportato il rischio di dispersione o ha avuto successo di pubblico?
Scegliendo una data a fine novembre, gli orari nei quali calendarizzare appuntamenti non sono molti. Non credo ci sia un problema di dispersione del pubblico. Piuttosto bisogna lavorare sul valore della cultura dello sport. Ascoltare le esperienze di atleti, confrontarsi con allenatori e dirigenti è un’occasione di formazione e di crescita inestimabile, occasioni uniche. È questo il messaggio, che poi è la mission del Festival, che deve essere percepito e sfruttato.
L’allargamento del CONI alla cultura sportiva è un’iniziativa di Mantova e della Lombardia o fa parte di direttive nazionali?
La cultura sportiva fa da sempre parte del CONI, in ogni sua declinazione territoriale. Non parlerei di allargamento ma di valorizzazione.
Dato che nel campo della cultura sportiva esistono da molti anni appuntamenti tradizionali in altre località – in particolare a Trento e a Sarnico -, ha intenzione di proporre una sorta di coordinamento programmatico per evitare il rischio di focalizzare l’attenzione sugli stessi temi?
Si tratta di iniziative differenti con obiettivi diversi con budget non paragonabili. Parlare di sport, in qualunque sua forma, non è mai abbastanza.
Poichè in Italia c’è tendenza a tenere separati lo sport e la cultura – tranne rare eccezioni -, come pensa che si possa rafforzare ulteriormente il ponte tra questi due importanti interessi?
Lo sport è cultura. I valori olimpici dovrebbero essere principi guida nella vita quotidiana di tutti noi, sportivi e non.
Secondo Lei sarebbe auspicabile un approfondimento culturale sulla differenza tra “fare dello sport“ e “come farlo”, in particolare nella scuola e all’università?
I giovani rappresentano il nostro presente e il nostro futuro. È fondamentale saperli coinvolgere nel modo giusto e con il linguaggio a loro più congeniale.
In base alla Sua esperienza, come giudica il mondo del Panathlon, che predica i valori del fair play e del rispetto?
Il Panathlon è un’associazione benemerita del CONI con una mission importante, come anche le altre benemerite, ognuna per il proprio ambito. Personalmente ammiro molto l’attività svolta dal Panathlon Milano guidato dal mio amico Filippo Grassia. Da qualche mese il segretario generale è un altro grande amico del Festival come Maurizio Novellini. La differenza, come sempre accade, la fanno le persone. Fabio Gerevini mi ha promesso il patrocinio del Panathlon International per la terza edizione del Festival del Libro e della Cultura sportiva.
Lei ha un ruolo personale questi Giochi?
No. Però ho avuto l’opportunità, per la prima volta nella mia vita, di fare il Tedoforo. Un’emozione indescrivibile che mi porterò dentro tutta la vita e per la quale devo dire grazie al presidente del CONI Lombardia Marco Riva.
Che rapporto c’è e ci sarà tra il Suo ruolo a Mantova e le Sue relazioni di alto livello?
Le relazioni sono importanti a ogni livello. Il mio impegno come delegato CONI Mantova è un ruolo di servizio e al servizio del territorio, delle società sportive, degli atleti e dei referenti territoriali, siano essi appartenenti a federazioni, discipline associate, enti di promozione e associazioni benemerite, in sinergia con le istituzioni del mantovano, Comuni e Provincia in primis. Con una luce guida: il rispetto dell’istituzione CONI e dei valori olimpici.




