Franco Menichelli, leggendario ginnasta italiano, ci ha lasciato per sempre

di Ludovico Malorgio – Redazione Nazionale Panathlon Lecce
Se n’è andato in silenzio, in un colpevole buio mediatico. Meritava ben altro Franco Menichelli, leggendario ginnasta italiano. La sua stella si è spenta il 28 gennaio scorso dopo, aver illuminato la scena della ginnastica olimpica e internazionale negli anni ’60. Chi è più avanti con l’età ricorda il fenomenale atleta che, piroettando in pedana e volteggiano agli attrezzi, sconvolse gli equilibri internazionali, in un ‘epoca dominata dai ginnasti sovietici e giapponesi. Era nato a Roma nel 1941, fratello minore di Giampaolo, ala sinistra veloce e di talento della Juventus (194 presenze, 59 reti tra campionato e coppe) e della Nazionale ( 9 presenze, 1 gol). Anche Franco avrebbe voluto fare il calciatore, ma si accorse subito di non avere le qualità del fratello e scelse la ginnastica. Si narra che sin da piccolo fosse affascinato da acrobati ed i saltimbanchi ammirati al circo. Al di là di questa narrazione si può immaginare che il nostro campione fosse un predestinato. Il primo approccio di Franco con la disciplina, che lo avrebbe consacrato ‘leggenda’ italiana e mondiale, fu dettato verosimilmente dalla curiosità, dalla voglia di mettersi alla prova, magari per verificare le sue capacità nell’equilibrismo e , che tanto lo avevano impressionato da piccolo. La sua storia ebbe inizio nella palestra dell’Associazione Ginnastica Romana. Il successo non tardò. A 19 anni, alle Olimpiadi di Roma del 1960, conquistò la medaglia di bronzo al corpo libero e nel concorso a squadre assieme a Giovanni Carminucci, Angelo Vicardi, Pasquale Carminucci, Gianfranco Marzolla e Orlando Polmonari. Questo terzo posto di Roma lo fece conoscere agli appassionati di ginnastico, ma 4 anni dopo a “Tokio 1964” Menichelli ebbe la consacrazione planetaria con la conquista della medaglia d’oro nel corpo libero, l’argento agli anelli e il bronzo alle parallele. Era un atleta straordinario. In pedana, negli acrobatici esercizi a corpo libero e nei complessi volteggi agli attrezzi Franco si librava in aria leggero come una piuma, dando l’impressione di volare. Si guadagnò subito l’appellativo di ‘angelo azzurro’, che onorò anche dopo gli allori olimpici, conquistando 3 titoli mondiali, 14 medaglie europee (di cui 6 d’oro), e 6 titoli italiani assoluti. Dopo il ritiro dall’attività agonistica, dal 1973 al 1979 allenò la Nazionale maschile di ginnastica artistica, successivamente ha insegnato educazione fisica all’Istituto Tecnico Aeronautico di Roma. Maestro di sport per intere generazioni di atleti, Menichelli ha lasciato un’impronta incancellabile nella ginnastica e nello sport italiani. E’ stato il più grande ginnasta azzurro, dal 1932 fino agli anni ’90, caratterizzati dalle straordinarie imprese di Yuri Chechi, l’altro immenso campione azzurro, con cui, a ragione, può condividere la fama e il prestigio di simbolo della ginnastica italiana. Franco Menichelli è stato anche un campione di grande umanità e modestia, qualità che aggiungeva alla passione, all’entusiasmo e al sacrificio, che gli hanno permesso di diventare ineguagliabile e amato campione. Il 28 gennaio scorso l’’angelo azzurro’ ha compiuto l’ultimo volo. In Cielo!




