
di Rita Minarelli – Redazione Nazionale Panathlon Ferrara
Appena arrivata a Cortina, mi è apparsa una scritta a caratteri cubitali: “Dal sogno alla realtà”, slogan che riflette perfettamente quello che ho provato a far parte della Cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026.
Io, sportiva da sempre, Consigliere del Panathlon Ferrara da dodici anni, amante di tutto ciò che è sport e spettacolo, alcuni mesi fa ho partecipato alle selezioni indette da Balich Wonder Studio, leader nelle organizzazioni di Cerimonie Olimpiche e altri grandi eventi internazionali .
A dire il vero l’ho fatto quasi senza speranze, pensando alle numerose candidature arrivate, non avevo grosse aspettative, ma con le mie referenze e i valori sportivi che da una vita porto avanti per diffondere benessere e salute, sono stata selezionata tra centinaia (forse migliaia) di partecipanti e assegnata alla Sede di Cortina come “Marshall”, con l’impegno a fare numerose prove in loco durante le ore serali nella settimana che precedeva l’inaugurazione.
“Marshall” in origine maresciallo o sceriffo, può riferirsi a diverse figure, solitamente sono considerati “guardiani”, degli scudieri, delle persone che proteggono e che si prendono cura di qualcuno, nel nostro caso dovevamo accogliere e dare il benvenuto agli atleti di tutto il mondo.
Ero strafelice ed eccitata, so cosa significa fare spettacolo e la preparazione dietro le quinte, nella mia vita ho partecipato a esibizioni, show, musical e in più ho sempre amato lo sport fin da bambina: per me tutto questo rappresentava la combinazione perfetta e un grande sogno.
La sera della Cerimonia è stato tutto molto di più di quanto immaginassi: l’atmosfera che ci aveva accompagnato durante le prove sotto le grandi nevicate dei giorni precedenti, hanno preparato perfettamente la magia della serata.
Dietro le quinte, con la regia costantemente collegata con Milano, si svolgevano i preparativi dei Marshalls, del Coro di Cortina, delle forze dell’ordine che dovevano issare le Bandiere dell’Italia e delle Olimpiadi, ognuno con il proprio compito, tutti in fermento.
La mia posizione era prevista proprio vicina all’anello di uscita degli atleti, il compito assegnato a noi Marshall, era di accoglierli con il sorriso e con un movimento delle braccia che invocava un grande saluto di “benvenuto”.
La parata è stata spettacolare, Cortina era in diretta con Milano, Livigno e Predazzo, le altre Venues (sedi di gara) e le delegazioni dei diversi Pesi con gli atleti portabandiera hanno dato il meglio per presentarsi e stupire il pubblico.
L’Italia, essendo il Paese ospitante è stata l’ultima a entrare e non vi dico la trepidazione e l’attesa. Nel momento in cui, sulle note del “Barbiere di Siviglia” di Rossini a tutto volume, è apparso dal buio il gruppo di Italiani sotto l’anello luminoso dorato, con le bellissime divise da cui spuntavano i tricolori e Federica Brignone è salita sulle spalle di Amos Mosaner, impugnando la Bandiera Tricolore, è stato il momento più bello e commovente in assoluto, il cuore batteva a mille e per l’emozione non ho potuto trattenere le lacrime.
Un momento magico che non dimenticherò mai. Un sogno diventato realtà.
Noi Marshall ci siamo accordati alla squadra e abbiamo proseguito la sfilata per le vie della città circondati da un calorosissimo pubblico in festa in ogni angolo delle strade e sui balconi delle case.
Infine siamo arrivati al braciere olimpico, dove la fiamma è stata portata con la torcia da Gustav Thoeni e Sofia Goggia, campioni di sci alpino di ieri e di oggi.
La festa con loro, i canti dell’inno nazionale insieme, le foto e la gioia infinita di vivere questo momento , hanno reso la cerimonia un momento unico e irripetibile.
Lo Sport unisce le persone e tramette emozioni a tutto tondo, ecco perché amo lo sport.
Viva lo Sport, Viva le Olimpiadi!




