
Di Alberto Capilupi – Redazione Nazionale Panathlon G. Brera UniVR
L’Area Comunicazione del Distretto Italia si presenta a questa Assemblea Ordinaria di Brescia forte degli oltre 570mila articoli letti su PANATHLON PLANET, il nostro Webzine ufficiale, che nel giro di qualche anno ha raggiunto i quattro angoli della terra conquistando l’attenzione dei molti internauti: 466mila. La nostra Redazione Nazionale è costituita da 26 giornalisti, suddivisi nelle 14 Aree italiane. Dopo questa doverosa breve premessa sullo stato dell’arte dell’Area Comunicazione, poiché questo è già il “passato” andiamo al presente ed al domani, attraverso alcune osservazioni e proposte d’indubbio interesse.
PRIMA OSSERVAZIONE.
Questo è un momento difficile per lo SPORT ITALIANO, a causa del FALLIMENTO della sua disciplina più popolare: il calcio.
Il calcio, dopo che, per la terza volta consecutiva, non è riuscito a rientrare nei mondiali, ha deciso infatti di fare piazza pulita e ripartire da zero. Si può dire che abbiamo assistito ad un’implosione.
Ma tutto lo sport italiano nel 2020 aveva corso rischi anche maggiori, quando il CONI stava per non essere ammesso alle Olimpiadi di Tokio. Poi, diplomaticamente, si è riusciti a trovare una soluzione, evitando così una clamorosa esclusione.
Viene però da chiedersi: che cosa c’entra tutto ciò con il PANATHLON, che promuove l’ETICA e la CULTURA SPORTIVA?
C’entra – eccome -, perché nel Panathlon si è parlato poco di questi rischi e con inadeguato spirito critico. Tutto ciò in contrasto con il dovere morale e culturale di informare e approfondire, con il solo limite di RISPETTARE RIGOROSAMENTE L’APOLITICITA’ richiesta dallo statuto,
Dobbiamo ammettere, come autocritica, che questo è mancato nelle due occasioni citate.
In riferimento al calcio, non sapevamo forse che la Nazionale necessita di ragionevoli periodi di stacchi dal Campionato?
Non avevamo la certezza di non poter competere con i club super-ricchi per accaparrarci i giocatori più quotati per la Champions?
Ma non deve più accadere di rinunciare ad affrontare argomenti scomodi: il giornalista ha infatti il diritto di sentirsi libero di svolgere il proprio ruolo informativo e critico.
SECONDO TEMA: LO SPORT. Per “sport” si deve intendere principalmente quello competitivo e di vertice del CONI delle sue federazioni, ma anche lo sport promosso da “SPORT E SALUTE”, la società che finanzia tutto lo sport italiano e che si occupa di quello di base, dell’attività amatoriale e del movimento praticato a fini salutistici. Il primo campo è quello di maggior interesse, ma il secondo riguarda di gran lunga il maggior numero di persone. Non a caso la disciplina universitaria che studia entrambi i campi si chiama “Scienze motorie”, che comprende sia lo sport che l’attività motoria non sportiva.
Facendo riferimento allo sport di massimo livello, cioè alle Olimpiadi, indubbiamente il tema dell’INCLUSIONE è diventato così importante che le Paralimpiadi sono da considerare allo stesso piano delle Olimpiadi.
Ma si tende a dimenticare che il nemico numero unico della libertà di movimento è il gradino, che è al centro del conseguente problema dell’abbattimento delle barriere architettoniche. Ma purtroppo non sono tanti i Comuni italiani che si sono dotati di un PEBA (Piano Abbattimento Barriere Architettoniche). Questo tema potrebbe e dovrebbe essere seguito con attenzione dal Panathlon e dai suoi club. A tale proposito, si potrebbe creare, con il coinvolgimento dei distretti, un coordinamento distrettuale o addirittura nazionale per poi fornire aggiornamenti periodici su come stanno le cose.
TERZO TEMA: gli Eventi.
Il Panathlon è un’associazione internazionale di servizio che attribuisce particolare attenzione al fair play. Anche il Lion e il Rotary sono associazioni di servizio, ma vantano milioni di iscritti. Tuttavia, a livello locale, il numero di iscritti ad un singolo club è spesso simile.
I premi del Panathlon intitolati al Fair play sono molto importanti per la celebrazione del passato, tuttavia sarebbe riduttivo limitare l’attività di un club al solo aspetto celebrativo.
Ancora più importante è la conoscenza del presente, cioè della realtà e delle opinioni, al fine di progettate al meglio il futuro.
A tale scopo vengono in soccorso ii SONDAGGI, i QUESTIONARI e le INTERVISTE che consentono di svolgere indagini sulle opinioni.
I sondaggi con valore scientifico sono quelli che si lanciano con stretto rigore statistico su un campione rappresentativo della popolazione, per cui devono essere realizzati da soggetti specializzati, quali istituti di ricerca, società demoscopiche, università: soggetti che non sono alla nostra portata come area di comunicazione, e neppure alla portata dei club.
Ma, come area comunicazione, possiamo suggerire ai club di utilizzare i questionari, i cui risultati risulterebbero particolarmente interessanti se si creasse un coordinamento favorito dai distretti. Anche questa è una proposta.
Nota. A proposito di eventi, è doveroso fare un cenno a quanto accaduto a Verona in riferimento al frettoloso e densissimo programma “Relazione Expo 2025” (finanziato da circa un centinaio di sponsor), in cui era inserito il 10 ottobre un intervento del Presidente del Panathlon International all’interno di un evento affidato alla cura del Panathlon International, intitolato “Lo sport: il valore reazionale parte da me stesso”. Ebbene è successo che l’area comunicazione del Distretto Italia non è stata coinvolta per nulla con il risultato che l’evento è stato seguito da pochissimi spettatori. Anche in questo caso è stata sprecata un’ottima occasione. E, complessivamente, facendo sorgere vari dubbi.




