
Gli “ANGELI VERONESI” del miracolo
Post di Bruno Cingolani
Che dire, il libro di Gianni Tomazzoni “ATTILIO BETTEGA, una mano sul cuore … e una sul volante” è veramente bello, appassionante, pieno di ricordi dolci e amari, aneddoti che ci aiuteranno a comprendere ancor più la figura di Attilio, non solo dal lato agonistico, ma anche sociale e familiare. Scorre filato dall’inizio alla fine, e purtroppo si arriva alla fine delle quasi 200 pagine che ci rimani male, perché vorresti vedere altre immagini spettacolari, saperne ancora di più, leggere ancora di questi avvenimenti che coinvolgono parenti, piloti, macchine, meccanici e amici, in momenti successivi, accaduti l’altro giorno, tanto sembra vivo il ricordo.
Si diceva, tutto interessante, ma le pagine inerenti che scrivono e descrivono del periodo buio di Attilio, vale a dire il seguito all’incidente del 1982 capitatogli in Corsica, sono memorabili.
La carriera sembrava finita, ma tutto si risolse per il meglio grazie alla tenacia di Attilio ma anche ai dottori veronesi, che lui chiamava “Gli angeli”, che l’hanno seguito nel percorso di recupero sia fisiologico/fisiatrico sia mentale.
I piccoli passi, i mini miglioramenti fisici seguiti da quei tre medici di Verona appassionatissimi di rally che rispondono ai nomi di dr. Massimo Mercer, Giovanni Musatti e Ninni Zambito hanno portato lo staff e il pilota a un successo insperato, e il bello è che tutti collaboravano per lo stesso risultato, lavorando con entusiasmo e addirittura in allegria, diventando amici e seguendolo in ulteriori miglioramenti anche nei test col le macchine che iniziava a riutilizzare.
Le pagine appunto che Gianni dedica a questi avvenimenti merita per me solo questo il libro, che verrà divorato immediatamente e conservato poi come una reliquia.

I medici raggiunsero un livello di amicizia e confidenza con Attilio che arrivarono a creare un adesivo riportante il pilota Attilio, soprannominato Artiglio per la sua grinta, supportato da tre suoi discepoli, vale a dire il “Team SEGAOSSI”.
Lo splendido adesivo era stato disegnato e creato da Enrico Rallo, cugino di Ninni Zambito, già disegner per il famosissimo personaggio della serie di Diabolik.
Adesivo assai esclusivo, rarissimo, ormai “cult” e ricercato ancora adesso, e probabilmente se ne potrà trovare ancora qualcuno all’evento in programma il 2 maggio a Molveno.
Ecco altri motivi, oltre alla presentazione del libro, per non mancare all’evento “In ricordo di Attilio Bettega 40° anniversario”.— con Ninni Zambito e altre 10 persone
Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente l’amico Dott. Nini Zambito per aver miracolato i miei malandati astragali dopo sofferenze prolungate e 50 camere iperbariche. Massimo Rosa/ Direttore PANATHLON PLANET




