Soldi & sospetti, il ‘padrone’ della Fifa con le spalle al muro.

di Ludovico Malorgio Redazione Nazionale Panathlon Lecce
E’ guerra aperta tra Uefa e Fifa, l’Union of European Football Associations e la Fédération Internationale de Football Association. Al presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin, che intende proporre una mozione di sfiducia nei confronti del numero Uno della Fifa Gianni Infantino, si sono associate, la Concacaf, che raccoglie le federazioni del centro e del nord America, e l’AFC, associazione delle federazioni asiatiche. Le tre più forti federazioni del mondo, dunque, hanno messo con le spalle al muro il ‘padrone’ della FIFA minacciando di boicottare le prossime competizioni mondiali. Dopo lo scandalo legato al ‘caso Balogun’, il giocatore statunitense squalificato e poi graziato da Infantino per compiacere Donald Trump, l’UEFA si è opposta nettamente al progetto di privatizzare il campionato del mondo ideato dalla sua fertile mente subito dopo il recente ‘mondiale’. L’operazione che avrebbe portato introiti multimilionari è stata subito ritirata con tante scuse, ma ha rappresentato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, colmo di decisioni operative e gestionali personali e di atti compiuti dal dirigente svizzero al limite di regolamenti e con scarso rispetto dei principi etici. Per Infantino si prospetta, dunque, un futuro problematico. Da più parti gli si addebita la mancanza di responsabilità e di trasparenza nella leadership, per cui è in dubbio la sua riconferma al vertice della Fifa, alle elezioni per il rinnovo delle cariche del 18 marzo 2027. Vero è che le Federazioni Africana, Sudamericana e del Messico, che pochi giorni fa ha preso le distanze dalla Concacaf, gli garantiscono la maggioranza nell’Assemblea elettiva della Fifa, ma i rischi di rimanere a terra sono concreti. Per Infantino, insomma, si prevedono tempi difficili, acuiti da un recente scandalo relativo ad una maxi-liquidazione elargita ad una dipendente Fifa con cui, secondo il quotidiano inglese Telegraph, avrebbe avuto una relazione intima dal 2009 al 2016. Infantino nega tutto con forza, ma l’Uefa sta valutando l’apertura di una indagine su tutti i 16 anni da lui trascorsi nella stessa confederazione a vari livelli di responsabilità. Da ricordare in proposito che è tuttora in corso una battaglia legale tra Michel Platini e Gianni Infantino relativa ai tempi in cui l’ex calciatore francese era il presidente e Infantino il segretario generale dell’Uefa. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il plenipotenziario svizzero dovrebbe rispondere tra l’altro di ‘traffico di influenze, diffamazione e calunnia nei confronti di Platini. Anche questo processo che colpisce la sua immagine, potrebbe complicare la corsa alla presidenza Fifa. Intanto, però, si gode il successo della grande kermesse calcistica appena conclusa, che passerà alla storia come il ‘mondiale di Infantino’, l’uomo, che ha trasformato l’organo di gestione del calcio mondiale da associazione senza fini di lucro a potentissimo centro di potere economico finanziario, come dimostrano i ricavi di 11 miliardi di euro, mai registrati prima in un evento sportivo.
LA CARRIERA – La sua carriera di dirigente calcistico internazionale è iniziata nel 2000 in Uefa con incarichi e consulenze legali. Nel 2009, con l’elezione di Platini a presidente del massimo organo calcistico europeo, è diventato segretario generale. Ha compiuto il salto al vertice della Fifa nel 2016 succedendo a Sepp Blatter, a sua volta coinvolto in uno scandalo che interessò anche Platini poi prosciolto da ogni accusa. Avvocato, svizzero con doppia nazionalità, 56 anni, di padre calabrese e madre bresciana, Infantino parla correntemente 5 lingue, ha inanellato ‘promozioni ‘ a catena, con grande determinazione e senza farsi tanti scrupoli. E’ accusato di aver esercitato il potere in modo autocratico, creando una rete di alleanze che hanno allargato il suo consenso a dispetto delle critiche su governance, trasparenza e sfruttando rapporti con leaders politici piuttosto controversi. Il caso del giocatore statunitense Folarin Balogun, squalificato e poi graziato dopo una telefonata del presidente Donald Trump, è stato l’ultimo esempio di un comportamento quanto meno arrogante. Dopo 10 anni alla presidenza consegna al calcio mondiale una FIFA molto più ricca e potente, ma forse meno rappresentativa degli interessi del mondo del calcio. Il suo potere è concentrato soprattutto in Africa e Sudamerica, per le cospicue elargizioni concesse a quelle federazioni. E’ criticato e poco amato, invece, in Europa, specie tra le organizzazioni per i diritti umani, che gli contestano una concentrazione di potere e il mancato rispetto delle regole, oltre al discutibile legame con interessi politici e commerciali. In risposta alle critiche anche violente, Infantino, a conclusione del ‘Mondiale’, ha definito la Coppa del Mondo 2026 il più grande evento umano, sociale e culturale che si sia mai visto al mondo. Non ha mancato di ringraziare Trump con un messaggio in cui ha rivelato che l’America ha mantenuto le promesse, regalando gioia e divertimento a tutti gli sportivi. Ha concluso con un mega complimento all’inquilino della Casa Bianca: “ La Coppa del Mondo non sarebbe stata un successo senza di lei”.
IL FUTURO – E’ difficile dire cosa accadrà fra sei mesi circa. L’abilità di Infantino non si discute, la sua scalata al vertice della Fifa, attraverso controverse attività nell’Uefa, dimostra che è un individuo di grande temperamento e personalità , che sa raggiungere gli obiettivi che pianifica con lucidità e sete di potere e di denaro. Come pubblicato da numerosi quotidiani, il suo stipendio in 10 anni di presidenza ha toccato cifre astronomiche. E’ schizzato da 1,4 milioni di euro del 2016 a circa 5,2 milioni del 2025, come emerge dai bilanci pubblicati dalla Fifa. In questi anni di governo, sempre fonte Fifa, avrebbe incassato circa 30 milioni di euro tra stipendi, bonus e benefit. Come si diceva, il recente ‘mondiale’ ha generato ricavi per circa 11 miliardi di dollari. Non si conoscono ancora le spettanze di Infantino, ma è facile immaginare che saranno, ancora una volta ultramilionarie. Il suo mandato scadrà nel 2027, nonostante le polemiche in atto e l’opposizione manifestata da alcune grandi confederazioni internazionali, sarà il candidato più autorevole a succedere a se stesso. Considerando la sua ‘straordinaria’ abilità nel creare consenso e stringere alleanze, è assai probabile, che per i prossimi quattro anni lo ritroveremo, più potente che mai, capo indiscusso del calcio mondiale.




