
di Ludovico Malorgio – Redazione Nazionale Panathlon Lecce

Il ‘pastrocchio’, compiuto dall’arbitro Lapenna di Roma in Inter-Juventus, ha riacceso le polemiche sull’uso del Var nelle azioni di gioco. L’ingiusta espulsione di Kalulu ha fatto riesplodere la rabbia, che covava sotto la ceere. E’ stata l’ennesima dimostrazione che il VAR (Video Assistent Referee), introdotto per assistere l’arbitro con un supporto tecnologico, non solo Fn risponde alle attese, ma genera ulteriore e grave confusione.
IL FATTO – Nell’episodio incriminato Kalulu sfiora con la mano il braccio di Bastoni, interrompendo, secondo Lapenna, una promettente azione di gioco dell’Inter. L’arbitro estrae il cartellino giallo al difensore juventino già ammonito e lo espelle. In realtà, come dimostreranno le riprese dell’azione incriminata, il contatto è molto lieve, Bastoni simula un colpo che non c’è stato, si tuffa ed il suo comportamento ingannevole ed antisportivo provoca l’intervento sanzionatorio di Lapenna nei confronti di Kalulu.
IL PROTOCOLLO – Il Var avrebbe chiarito l’episodio, ma non c’è stato il suo intervento perché il ‘protocollo’ non considera la possibilità di revisionare il secondo cartellino giallo, che comporta l’espulsione. Già proprio così! E’ incredibile, ma nel ginepraio di principi, articoli e quant’altro, il famigerato regolamento prevede che il Var può assistere l’arbitro, con accesso ai filmati della gara, solo nei casi: a) di chiaro ed evidente errore; b) grave episodio non visto; c) rete segnata/non segnata; d) calcio di rigore/non calcio di rigore; e) espulsione diretta evidente (non da seconda ammonizione); f) scambio d’identità (in caso di ammonizione o espulsione di un giocatore sbagliato). Come si nota, anche se il protocollo non considera specificamente la espulsione per doppia ammonizione, il caso Kalulu-Bastoni, con un briciolo di buonsenso, poteva rientrare nel comma ‘grave episodio non visto’. Ma tant’è.
PARTITA CONDIZIONATA – Questo marchiano errore dell’arbitro romano ha costretto la Juventus a giocare in 10 uomini e al danno si è aggiunta la beffa, perché, se ci fosse stata la revisione della seconda ammonizione di Kalulu, oltre alla revoca dell’espulsione di questo giocatore, sarebbe scattata l’ammonizione per simulazione per Bastoni, che, essendo stato già ammonito, avrebbe preso il cartellino rosso e forse la storia di Inter-Juventus sarebbe stata diversa. Questo ennesimo svarione, provocato dal mancato intervento del Var, ha scoperchiato il vaso dei fatti e misfatti compiuti in nome di un ‘protocollo’ insulso e perciò inefficace.
RIPARI – Ora si corre ai ripari! Il 28 febbraio prossimo, infatti, si terrà l’assemblea annuale dell’International Football Association Board (IFAB), l’organo internazionale, che detiene il potere di stabilire qualsiasi modifica e innovazione delle regole del gioco del calcio, vincolando alla loro osservanza tutte le federazioni. Tra i punti dall’Odg ci sarà anche la modifica del protocollo Var, relativo alla revisione sul secondo cartellino giallo. In caso di approvazione la nuova norma verrà applicata a partire dal Campionato Mondiale di Calcio 2026, che si svolgerà dall’11 giugno al 19 luglio in Canada, Messico e Stati Uniti. Anche se non si comprende il motivo per cui non possa avere un effetto immediato, un passo importante sarà compiuto.
BIASIMO – Da Panathleti non possiamo esimerci dal biasimare il comportamento provocatorio e antisportivo del giocatore Alessandro Bastoni, 26 anni da Casalmaggiore (Cremona), terzino dell’Inter e della Nazionale Campione d’Europa nel 2021, finito nella bufera anche mediatica. Passi per la simulazione di cui si è reso protagonista, nel calcio italiano non si contano i ‘tuffatori’, ma non è sfuggita la sua scandalosa esultanza per aver provocato l’espulsione dell’avversario. Non solo, ma quando il giocatore juventino lo ha invitato a riferire all’arbitro di non aver subito il fallo, Bastoni ha risposto con un sorriso sarcastico e con gesti irridenti. Vergognoso! Altrettanto vergognosi e di bassa lega sono state le dichiarazioni dell’allenatore e del presidente dell’Inter. Chivu, invece di chiedere scusa a nome del proprio giocatore, che si è ben guardato dal farlo, ha sfacciatamente ‘consigliato’ a Kalulu di tenere le mani basse nelle azioni gioco. Marotta, da parte sua, ha furbescamente rivangato antichi favoritismi goduti dalla Juventus. Penosi entrambi.
FAIR PLAY – Il video del tuffo di Bastoni, a cui è seguita l’ingiusta espulsione di Pierre Kalulu, ha generato commenti al vetriolo di moltissimi sportivi italiani, non solo juventini. Molti hanno addirittura chiesto la sua esclusione dalla Nazionale. Per ovvi motivi non entriamo nel merito delle accuse anche violente rivoltegli, ma riteniamo Bastoni colpevole di aver ignorato il codice etico, basato su lealtà, correttezza e fair play, che va ben oltre l’osservanza delle regole di gioco. Il suo irridente atteggiamento è vieppiù grave, perché da calciatore noto e ammirato è stato un pessimo modello per i più giovani, che tendono ad imitare i loro campioni. Il rifiuto di aiutare l’arbitro a prendere la decisione più giusta è un ulteriore marchio di vigliaccheria, che difficilmente si toglierà di dosso.
SPIRITO SPORTIVO – Il calcio italiano è in una profonda crisi tecnica e strutturale, come dimostra la mancata qualificazione ai Mondiali 2018 e 2022 e il rischio di esclusione da quello di quest’anno. Ha bisogno di ritrovare la sua antica e prestigiosa dimensione tecnica, ma anche lo spirito sano e onesto, che animava i campioni di un tempo e che molti giovani calciatori, soprattutto giovani, con tanti milioni in tasca e scarsa cultura sportiva hanno smarrito. Alla vicenda che raccontiamo ha fatto da contraltare l’immagine delle sciatrici Sara Hector e Thea Louise Stjernesund, che, dopo aver concluso la gara olimpica di slalom gigante al 2°posto e a pari merito, si sono inginocchiate sulla neve davanti a Federica Brignone, per riconoscerne il talento e celebrare la sua vittoria. E’ stato un gesto di umiltà e rara bellezza, l’esatto opposto di ciò che è accaduto al ‘Meazza’, in cui è emersa l’ingannevole mediocrità di un falso campione.
PANATHLON PLANET
Le foto, i video, le caricature, i ritratti, presenti su PANATHLON PLANET sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, basterà segnalarlo alla Segreteria di redazione: segreteria.redazione@panathlondistrettoitalia.it, che provvederà immediatamente alla rimozione delle immagini utilizzate, segnalando prontamente il nome del fotografo. Si ringrazia comunque l’autore.
N.B. IL PANATHLON E’ UN’ASSOCIAZhIONE APOLITICA ED ACONFESSIONALE SENZA SCOPI DI LUCRO CHE HA COME FINALITA’ LA DIVULGAZIONE DELLA CULTURA ED I VALORI ETICI DELLO SPORT.




