
CALZOLAIO DI NOTTE

di Ludovico Malorgio – Redazione Nazionale Panathlon Lecce
E’ difficile da credere, ma è vero. E’ stata questa la vita giovanile di Djalma Santos, fuoriclasse brasiliano e stella del calcio mondiale. Ne scrivo perché la vicenda umana di questo straordinario giocatore è singolare ed emozionante. Nelle ‘giovanili’ del Portoguesa di Rio De Janeiro, società per la quale aveva firmato il suo primo cartellino, Djalma chiese ed ottenne dal suo allenatore il permesso di allenarsi di giorno con la squadra e di continuare a lavorare fino a tarda notte per riparare e risuolare scarpe. Premetto che questo articolo è stato ispirato da uno ‘speciale’ dedicato al campione brasiliano da ‘Radio Sportiva’, nota emittente nazionale, che di tanto in tanto mi coinvolge nella presentazione delle partite del Lecce. Ho pensato, quindi, di approfondire la sua storia umana e professionale ed ho scoperto che c’è una lunga parentesi ‘italiana’ nella esistenza del campione ex calzolaio.
LA VITA – Dialma era nato a San Paolo il 27 febbraio 1929. Da bambino sognava di diventare pilota d’aerei, ma un serio infortunio alla mano destra gli impedì di assecondare questa sua aspirazione. Per aiutare la sua famiglia molto povera iniziò da ragazzino a fare il calzolaio, un mestiere che lasciò quando il calcio entrò nella sua vita per non uscirne più. La vita di sacrifici e rinunce, però, servì a forgiare un carattere indomabile che contribuì a farlo diventare uno dei terzini destri più forti della storia del calcio.
LA CARRIERA – La sua straordinaria carriera, dopo nove anni trascorsi nel Portoguesa, si è svolta nel Palmeiras e nel Santos. Le sue eccezionali capacità difensive e la sua abilità di avanzare sulla fascia e la velocità, gli aprirono le porte della Nazionale ‘carioca’ con cui è stato Campione del mondo nel 1958 in Svezia e nel 1962 in Cile. Per le sue straordinarie qualità è considerato uno dei pionieri del ruolo di terzino moderno, abile nella fase difensiva e decisivo negli inserimenti offensivi con una intelligenza tattica, che lo resero indiscusso leader in campo. Con Gilmar in porta e Nilton Santos dall’altra parte, Dialma ha composto un terzetto difensivo passato alla storia come gli italiani: Combi, Rosetta e Calligaris del grande Torino; Sarti, Robotti, Castelletti della Fiorentina; Sarti, Burgnic, Facchetti dell’Inter ; Buffon, Gentile, Cabrini della Juventus.
DUE VOLTE CAMPIONE DEL MONDO – Al ‘mondiale’ del 1958 in Svezia, in cui esordì Edson Arantes do Nascimento, lo straordinario fuoriclasse di 17 anni, detto ‘Pelé’, Djalma non fu titolare nelle prime partite del torneo, ma la straordinaria prestazione nella finale contro i padroni di casa, che il Brasile vinse per 5 a 2, gli permise di diventare un punto fermo della nazionale brasiliana. Quattro anni dopo partecipò alla Coppa del Mondo del 1962 in Cile e diede il suo grande contributo alla conquista del secondo titolo mondiale consecutivo. Il suo nome passò alla storia insieme a quelli di Garrincha, Didi, Vavà, Zito, Zagalo e Amarildo. Da notare che i ‘verdeoro’ vinsero la Coppa del Mondo senza l’apporto di Pelè, che si infortunò subito dopo la prima partita. Nella finale contro la Cecoslovacchia il Brasile vinse 3 a 1, in rimonta trascinato da Manoel Francisco dos Santos, detto Garricha, fenomenale ala destra irresistibile nel dribbling, nonostante avesse una gamba più corta di 6 centimetri a causa della poliomelite che lo aveva colpito da bambino. Fu determinante anche l’insuperabile barriera difensiva di cui Djalma era il leader. La sua carriera in Nazionale si concluse nel 1968 con 98 presenze, fu apprezzato non solo per le sue abilità difensive, ma anche per la sua sportività e il suo comportamento esemplare in campo. DJALMA SANTOS ‘ITALIANO’ – Pochi sanno, ed è stata una scoperta anche per me , che dopo il ritiro dal calcio giocato, Djalma Santos si trasferì in Italia, precisamente a Bassano del Grappa, con una scelta che ha marcato significativamente il post-carriera. Tra il 1974 e il 1976, Santos collaborò con il Bassano Virtus, un club locale, dedicandosi alla fo


