

di Giueppe Zambon Panathlon Venezia
- La XI Route du Panathlon è ufficialmente partita, inaugurando domenica 13 settembre 2026, il suo viaggio su due ruote con la prima affascinante tappa da Ossana a Boario Terme. L’evento cicloturistico non competitivo dell’Area 01 Veneto – Trentino-Alto Adige/Südtirol è entrato così nel vivo, portando subito sulle strade i suoi storici messaggi di fair play, mobilità sostenibile e sicurezza stradale. L’edizione 2026 si veste di un profondo significato storico: la manifestazione apre infatti la settimana di celebrazioni dedicate al 75° anniversario del Panathlon Club Venezia, il prestigioso club capostipite dell’intero movimento mondiale.
Dopo aver rotto il ghiaccio ed essere transitata tra le valli trentine e lombarde, la carovana si è preparata ad affrontare i successivi tracciati non ancora svolti. C’è stata grande attesa per scoprire le altimetrie e i passaggi delle successie frazioni, desontinate a unire idealmente diverse comunità territoriali. Come da consolidata tradizione, la pianificazione millimetrica di ogni chilometro porta la firma illustre di Andrea Morelli, storico socio del Panathlon Club Venezia e tracciatore ufficiale dei percorsi di tutte le tappe. Morelli, lavorando in stretta sinergia con il Governatore dell’Area 01 Giuseppe Franco Falco, ha disegnato percorsi capaci di fondere la fatica sportiva alla valorizzazione dei paesaggi locali. Il tracciatore non si è limitato a guardare le cartine, ma pedala in prima fila in mezzo al gruppo per guidare i compagni lungo le strade d’Italia.
La marcia dei panathleti è proseguita giorno dopo giorno, documentata costantemente con scatti, racconti e cronache quotidiane sulla pagina Facebook ufficiale Route du Panathlon – Area 1. Il grande traguardo finale è fissato per il 18 settembre al Parco di San Giuliano a Venezia. L’arrivo dei ciclisti darà formalmente l’inizio alle solenni celebrazioni istituzionali dell’anniversario del Club, che culmineranno il giorno successivo alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista con la consegna del prestigioso Flambeau d’Or, come voluto dal Panathlon International.




