E’ morto a Bassano Del Grappa l’ex fondatore e presidente dell’Associazione Italiana Calciatori. Martedì pomeriggio i funerali nella sua città


di Ludovico Malorgio – Redazione Nazionale Panathlon Lecce
E’ morto Sergio Campana! I giornali sportivi hanno dato ampio spazio alla notizia ed è stato giusto. Molti giovani sportivi si sono chiesti chi fosse. I più anziani lo sanno bene. Campana, nato a Bassano del Grappa, se n’è andato per sempre alla soglia dei 91 anni, dopo aver segnato la storia del calcio italiano in cui occuperà per sempre un posto di primo piano. E’ stato un ottimo attaccante di serie A, con Lanerossi Vicenza e Bologna, ed un esperto avvocato. Ma non sono stati i meriti acquisiti sui campi di calcio (245 partite e 68 gol segnati), né il fatto di essere stato uno dei pochissimi calciatori laureati del suo tempo, ad affidarlo alla storia.
La laurea in giurisprudenza, conseguita all’università di Padova nel 1963, infatti, gli permise di analizzare e interpretare le problematiche e i disagi dei calciatori vivendoli dal di dentro e di ricercare e trovare valide e necessarie soluzioni giuridiche. Il 3 luglio del 1968, infatti, Sergio Campana costituì l’Associazione Italiana Calciatore (A.I.C.) avvalendosi della collaborazione dei calciatori dell’epoca: i più famosi Sandro Mazzola, Gianni Rivera, Giacomo Bulgarelli, Giancarlo De Sisti, e di altri “capitani”, Castano, Losi, Mupo, Serena e Corelli. I calcatori professionisti italiani, oggi alcune migliaia, gli devono tanto. Lo stato giuridico di lavoratori, l’accordo collettivo di lavoro, la previdenza, l’indennità di fine carriera e l’abolizione del vincolo, sono stati il frutto del suo lavoro svolto con pazienza e lungimiranza. La categoria gli ha mostrato eterna riconoscenza confermandolo 11 volte per acclamazione alla presidenza dell’A.I.C., che ha ricoperto per 43 anni, dal 1968 al 2011.
UN GIGANTE – Non si perderà mai la memoria di ciò che Sergio Campana ha fatto per il calcio ed i calciatori. Sarà ricordato certamente nella doppia veste di giocatore e dirigente calcistico per le sue conquiste ottenute con impegno e perseveranza, umiltà e senso del dovere. Come merita! E’ stato un campione sui libri e nello sport: bravissimo al liceo e nel Cartigliano Calcio, da cui passò alle ‘giovanili” del Lanerossi Vicenza per esordire a 19 anni in serie B nel campionato 1953/54. Ha saputo conciliare lo studio con il calcio, ubbidendo al suo papà che lo spingeva verso la laurea e trasgredendo, spesso, al volere di qualche allenatore che riteneva dannoso per i muscoli e la vista il fatto di dovere stare molto tempo seduto sui libri. Un gigante per volontà, impegno, equilibrio, sostanza.
Per quasi mezzo secolo ha tutelato la categoria che, fino al 1968, non aveva alcun diritto, e che in pochi anni ha visto riconosciute le principali tutele dei lavoratori. Era uomo di poche parole, essenziale nei modi e nei comportamenti: Dopo aver lasciato la presidenza dell’AIC nel 2011, prima a Damiano Tommasi e poi a Umberto Calcagno, ha continuato, in qualità di Presidente Onorario, a dare preziosi suggerimenti per lo sviluppo dell’A.I.C.
CAMPIONE DI FAIR PLAY – Sergio Campana, come dicevamo, viene ricordato anche per le sue qualità di calciatore. Ma non solo! Hanno scritto di lui: “Non segna molti gol, ha tiro morbido e preciso, è uomo di raccordo, qualità eccellenti a cui bisogna aggiungerne un’altra: Non è stato mai ammonito o squalificato – E’ stato un campione di fair play con gli altri calciatori e con gli arbitri”. Un vero ‘Gigante’, che al calcio ha dedicato la sua vita. Non sarà mai dimenticato. Sopravviveranno il suo esempio e il suo modo di vivere il calcio. Anche l’ammirazione di tutti i Panathleti.




