

Di Angelo Porcaro – Redazione Nazionale Panathlon Pavia
(Ma il Panathlon non dovrebbe esprimersi in merito?)
Un trafiletto “Russia riammessa ai Giochi!” sulla rosea recita che il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha riammesso senza condizioni la Russia a tutte le competizioni internazionali. La decisione riguarda la revoca provvisoria della sospensione del Comitato Olimpico Russo (ROC) e suggerisce alle federazioni internazionali di non applicare più le precedenti indicazioni del CIO che scoraggiano la partecipazione degli atleti russi. La decisione, tuttavia, non obbliga le singole federazioni a riammettere gli atleti o le squadre russe. Le motivazioni di simile decisione addotte dal CIO sono che:• È venuta meno la ragione formale della sospensione del ROC. Il ROC era stato sospeso nell’ottobre 2023 perché aveva incorporato nei propri organi sportivi le regioni ucraine occupate da Mosca, violando la Carta Olimpica. Il CIO afferma che tale situazione è stata rimossa e che il ROC si è impegnato a non esercitare più autorità su quei territori.
• Il principio secondo cui gli atleti non devono essere puniti per le decisioni del proprio governo. La presidente del CIO, Kirsty Coventry, ha ribadito che gli sportivi, in linea di principio, non dovrebbero essere esclusi esclusivamente a causa della nazionalità o delle azioni del loro Stato.
• Mantenimento di alcune garanzie. Il CIO precisa che continuano a valere i controlli antidoping internazionali e che restano da definire aspetti come l’uso della bandiera, dell’inno e degli altri simboli nazionali russi alle Olimpiadi di Los Angeles 2028.
Ma allora il CIO di Sebastian Coe aveva scherzato?
La Russia è ancora in guerra, il doping di stato acclarato non si sa che fine abbia fatto e il CIO cancella tutto?
Di fronte a decisioni che sconfessano decisioni altrettanto categoriche prese solo qualche anno prima, si resta sconcertati
Lo so, trovare una soluzione definitiva in problemi complessi e controversi dove entrano in gioco valori che possono essere in conflitto tra loro, è davvero difficile.
– Da una parte ci sono principi come: l’universalità dello sport; il diritto degli atleti a non essere discriminati; l’autonomia dello sport dalla politica.
– Dall’altra ci sono principi altrettanto forti: la tutela dei diritti umani; la condanna di aggressioni o discriminazioni gravi; la responsabilità delle istituzioni sportive nel non apparire indifferenti a determinati eventi.
Ed è evidente che il problema nasce quando questi principi non possono essere soddisfatti tutti contemporaneamente. Qualunque decisione si prenda, qualcuno riterrà che sia stato sacrificato il principio più importante.
E se la decisione vale per la Russia allora deve esser valida per ogni altro paese,,,USA compreso?
Che il CIO abbia ragione o torto occorre far presente che esistono posizioni diverse ugualmente rispettabili. Posizioni che derivano da quei valori su elencati e che il CIO negli ultimi anni. ha cercato di mediare consentendo, in alcuni casi, la partecipazione di atleti neutrali invece delle squadre nazionali.
Insomma: “Lo sport non vive fuori dalla società come vorremmo credere. Quando ci sono guerre, discriminazioni o violazioni gravi, i valori olimpici (universalità, pace, uguaglianza) possono entrare in conflitto tra loro. Le decisioni del CIO hanno cercato, in passato come ora, di bilanciare questi valori, anche se non è detto che tutti le abbiano ritenute giuste.”
Lo sport in genere e le Olimpiadi in particolare riflettono le tensioni, i valori e le contraddizioni della società.
Io, per eliminare ogni dubbio, mi schiero con il CIO ma da questa situazione alla fine ho tratto una c\ertezza: argomenti come il rapporto tra sport, diritto internazionale, etica e politica raramente ammettono risposte nette.
La conclusione che cercare di analizzare questi argomenti con spirito critico, riconoscendone la complessità senza rinunciare al rigore, è probabilmente l’approccio più utile, soprattutto quando si dialoga tra panathleti.
Sono questi gli argomenti da trattare nelle conviviali, basta parlare del costo di un calciatore o del colore sbiadito delle maglie dell’Inter. A noi tocca presentare i fatti con rigore, distinguere ciò che è accertato da ciò che è opinabile e lasciare spazio al confronto critico.




